Accordo provvisorio su promozione efficienza energetica edifici: REPowerEU

01Jan
Accordo provvisorio su  promozione efficienza energetica edifici: REPowerEU

Approvata dal Parlamento Europeo la proposta di direttiva con l'obiettivo principale di ridurre i tempi per il rilascio delle autorizzazioni degli impianti Fer: 9 mesi nelle aree di "accelerazione".

Più che l'obbligo di adeguamento previsto nella bozza della nuova EPBD, che avrebbe portato dal 2027 tutti gli Stati dell’Unione Europea a vietare la vendita e l’affitto degli immobili di classe inferiore alla classe energetica E, poi dal 2030 a quelli in classe energetica D e dal 2033 gli immobili inferiori alla C, relativamente all'efficientamento energetico degli edifici, questa proposta, approvata nella notte del 14 Dicembre 2022 (pacchetto REPowerEU) ha lo scopo prevalente di ridurre la dipendenza europea dalle importazioni di combustibili fossili.

Le modifiche apportate dagli europarlamentari riguardano infatti le direttive sulle energie rinnovabili (2018/2001/Ue), sulla prestazione energetica nell’edilizia (2010/31/Ue) e sull’efficienza energetica (2012/27/Ue), sulle quali sono in corso revisioni separate nell'ambito del programma "Pronti per il 55%" (Fit for 55).

Tra le nuove regole, segnaliamo la procedura autorizzativa di accelerazione per le energie rinnovabili in determinate zone. Tale procedura avrà una durata non superiore a 9 mesi per progetti in aree individuate dagli Stati membri.

Come verrà attuata?

In pratica, mediante una collaborazione con le autorità locali e regionali, ognuno degli Stati membri dovrebbe pianificare e mappare il territorio per individuare le zone necessarie dove installare gli impianti Fer cosiddetti, e così contribuire alla diffusione accelerata delle energie rinnovabili.

In più, il procedimento per autorizzare l'installazione dei pannelli solari sugli edifici e delle pompe di calore non dovrà durare più di un mese. Per gli impianti solari con potenza inferiore a 50 kW sarà sufficiente una semplice notifica.

La prossima tappa vedrà l'avvio dei negoziati con il Consiglio Europeo per trovare un accordo in prima lettura, dato che gli Stati membri dovrebbero aggiungere questo capitolo dedicato al REPowerEu nei loro Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza (PNRR) varati nel quadro del fondo di ripresa Next Generation Eu.

 

La quota destinata all'Italia è ancora da definire.

Il criterio di ripartizione consisterà in una formula che tiene conto della politica di coesione, della dipendenza degli Stati membri dai combustibili fossili e dell'aumento dei prezzi degli investimenti, in linea con la posizione del Consiglio.

Gli Stati membri disporranno di ulteriori incentivi per richiedere un sostegno sotto forma di prestito, anche in caso di richieste superiori al 6,8% dell'RNL, laddove si applichino le condizioni pertinenti.

Benché raggiunto a grandi linee, l'accordo è provvisorio: infatti deve ancora essere confermato dagli Stati membri in sede di Consiglio e dallo stesso Parlamento Europeo per essere definitivo.